Giugno
In questa newsletter: Genealogie, Dissonanze di Rosi Braidotti
Ciao, io sono Jennifer Guerra e questa è la mia newsletter mensile. Questo mese parliamo di
Genealogie
Ho passato il mese di maggio quasi sempre in giro, insieme a Giorgia Serughetti e Rosi Braidotti per presentare Giù le mani dal femminismo. A dispetto delle legittime critiche sulla prassi e i costi (economici, ambientali e umani) delle presentazioni dei libri, per me si tratta sempre di un momento importante, in cui scopro che quello che ho scritto si estende oltre il perimetro della pagina scritta. Più parlo del libro, più rispondo alle domande che mi vengono poste, più il libro cambia, si amplia, evidenzia i suoi difetti e le sue lacune. Queste presentazioni, poi, sono state ancora più significative, perché di quel libro ne parlavamo sempre in tre, e quindi oltre al confronto con il pubblico o le moderatrici, si creava sempre un confronto anche fra di noi. Credo di parlare a nome di tutte se dico che ci siamo rese conto di ciò che ha significato il processo di scrittura di Giù le mani solo in questi giorni. Uno dei problemi che ci siamo poste sin da subito è stato: come possiamo affermare un’appartenenza del femminismo senza farlo diventare una proprietà? Come possiamo dire cos’è il femminismo senza correre il rischio di ridurlo a una lista di qualità e attributi?
La risposta a questa domanda è arrivata da sola nel gesto stesso di pensare e scrivere insieme questo libro: essere femministe significa soprattutto appartenere a una genealogia, a un continuum. Essere riconoscenti nei confronti delle nostre antenate, o madri, e avere il coraggio di aprire la strada per le nostre eredi, o figlie, senza timore del cambiamento.
Il problema del “femminismo di destra”, o del femminismo mercificato dal capitalismo, è che è una pratica completamente priva di genealogia. Le leader politiche della destra pensano che essere femministe sia farcela da sole, quando è esattamente in contrario. Il femminismo addomesticato e neoliberale si manifesta sui feed dei nostri telefoni come un evento senza passato, senza radici, convincendoci di essere le prime al mondo a scoprirlo. Invece noi abbiamo bisogno di stare in una linea temporale che tiene insieme orizzontalità e verticalità, e lo possiamo fare già ora, non solo studiando l’enorme patrimonio che le femministe del passato ci hanno tramandato, ma anche parlando con le femministe più vecchie e giovani di noi che attraversano le nostre vite. È la cosa più trasformativa e radicale che potete fare.
Cosa ho scritto questo mese
Per la mia newsletter Sibilla:
Per Lucy:
I video del bookclub di teoria femminista di questo mese
Questo mese abbiamo letto A Vindication of the Rights of Woman di Mary Wollstonecraft (che in italiano si trova sia col titolo Sui diritti delle donne che Rivendicazione dei diritti della donna).
Il prossimo libro del bookclub sarà Il mito della bellezza di Naomi Wolf. Ci vediamo venerdì 5 giugno. Ricordo che per chi ha un abbonamento a Sibilla, c’è la possibilità di iscriversi a un gruppo Telegram per discutere insieme dei libri.
Cosa ho letto questo mese
Dissonanze. Verso una lettura filosofica delle idee femministe è la tesi di dottorato di Rosi Braidotti, che è stata pubblicata per la prima volta in forma integrale in italiano da Castelvecchi (che sta ripubblicando tutta la sua opera). In questo libro, cominciato nel 1981, Braidotti fa una cartografia delle trasformazioni radicali che stavano attraversando la filosofia dell’epoca, a partire dall’irruzione del soggetto femminile-femminista. È un testo specialistico ma anche molto chiaro e leggibile, utilissimo per orientarsi nel dibattito filosofico femminista della seconda metà del Novecento.
Cosa ho ascoltato questo mese
Stando a Spotify, la canzone che ho ascoltato di più questo mese è Aperture di Harry Styles (non so cosa si siano bevuti questi di Recepitify, ma io non ricordo di aver ascoltato la metà delle canzoni della playlist di questo mese!)
Ed eccoci agli appuntamenti di giugno:
Martedì 9 alle 20:30 sarò a Conegliano (TV), presso la sede di Officina dell’Arte, per una serata dal titolo “Barbie è femminista?”, nell’ambito dell’esposizione Barbie in Mostra.
Venerdì 12 alle 18:00 sarò al Fem Garden di Ravenna insieme a Giorgia Serughetti e Rosi Braidotti per presentare Giù le mani dal femminismo (Rizzoli), con la Casa delle Donne e Maschile Plurale.
Domenica 14 alle 10:30 sarò alla Libreria delle donne di Milano per la redazione aperta di Via Dogana. Il tema dell’incontro sarà C’era una volta la differenza e c’è ancora. Si può seguire anche online scrivendo una mail a: info@libreriadelledonne.it
Giovedì 25 giugno alle 18:30 sarò di nuovo alla libreria Caleidoscopio di Brescia per il Bookclub del romanzo femminista. Parleremo insieme de L’occhio più azzurro di Toni Morrison.
Lunedì 29 giugno sarò all’università di Bari alla scuola del dottorato in Gender Studies insieme a Giorgia Serughetti e a Rosi Braidotti (in collegamento) per presentare Giù le mani dal femminismo (Rizzoli).
Martedì 30 invece sarò da Tagliatelle a Lecce, sempre per presentare Giù le mani dal femminismo.






